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COME AFFRONTARE IL DIVIETO DI UTILIZZO DEI PRODOTTI IN PLASTICA MONOUSO

Entro il 3 luglio 2021 l’Italia deve conformarsi alla Direttiva Europea 2019/904 sulle stoviglie e i contenitori usa-e-getta. In questo articolo cerco di entrare nel merito dei cambiamenti più evidenti da adottare e che riguardano da molto vicino gli stabilimenti balneari.

Cari gestori balneari, siamo ormai alle porte di una vera e propria rivoluzione delle abitudini di consumo e gestione del rifiuto. Faccio riferimento alla Direttiva Europea 2019/904 del 5 giugno scorso “sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente”.

Non voglio annoiarvi sulle considerazioni circa l’importanza della salvaguardia ambientale e sul fatto, per certi versi ovvio, che il rispetto della natura coincida con il mantenimento e lo sviluppo delle attività economiche della nostra riviera. È anche vero, però, che ogni obbligo nasconde diverse insidie che vanno affrontate per tempo.

Vorrei soffermarmi velocemente sulle questioni pratiche:

  1. Cosa si intende per “plastica” e quali obblighi porta la normativa
  2. Quali alternative sono disponibili oggi
  3. Come gestire al meglio la raccolta differenziata in spiaggia (e qui c’è da mettersi le mani nei capelli…), trasformandola in opportunità
  4. Quali sono i tempi per mettersi a posto dal punto di vista legislativo

Nei prossimi articoli, in questa newsletter o sul mio sito www.naturdet.it , potrete trovare approfondimenti e idee utili per affrontare in maniera più approfondita la questione.

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Bene, iniziamo subito con definire il “demone” della plastica:

“il materiale costituito da un polimero quale definito all’articolo 3, punto 5), del regolamento (CE) n. 1907/2006, cui possono essere stati aggiunti additivi o altre sostanze, e che può funzionare come componente strutturale principale dei prodotti finiti, a eccezione dei polimeri naturali che non sono stati modificati chimicamente” (Articolo 3.1 della direttiva 2019/904)

Più semplicemente, il problema centrale sono tutti gli articoli monouso (e non la plastica in genere) e gli attrezzi da pesca fatti con sostanze sintetiche; vengono dunque esclusi polimeri naturali come cellulosa e PLA (acido polilattico) e tutte le stoviglie riutilizzabili, anche se in plastica (!). Penso ad esempio ai bicchieri in policarbonato o ai piatti in melanina.

Quindi, non potrete più utilizzare*, ad esempio:

  • Bicchieri in PS (quelli del caffè da asporto)
  • Bicchieri in PET (quelli della granita)
  • Piatti in PP (sia quelli resistenti che quelli più “da combattimento”)
  • Cannucce colorate e non (che non siano in PLAo edibili, ovviamente)
  • Posate in PS o in PP

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Non disperate, le soluzioni ci sono! E sono tutte COMPOSTABILI, ossia devono essere conferite nel bidone dell’umido.

Vi do velocemente alcune informazioni “furbe” per le vostre valutazioni:

  • Bicchieri e cannucce in PLA per bevande fredde: resistono fino a 40°C e non si rompono facilmente. Bisogna però fare attenzione allo stoccaggio, specie in luglio e agosto. Consiglio sempre di lasciarli in zone riparate dal sole diretto.
  • Bicchieri in cartoncino + PLA: tengono molto bene il caldo (fino agli 80°C) e non ci si brucia tenendoli in mano…
  • Piatti in polpa di cellulosa: oltre all’ottima tenuta termica (80°C), possono essere messi nel microonde, senza il rischio che si sciolgano o rilascino sostanze indesiderate.
  • Posate in Mater-Bi: tengono fino agli 80°C senza problemi e sono disponibili anche in busta plastic-free

*L’elenco completo lo trovate nell’allegato Parte B della Direttiva, che per comodità vi inserisco qui di seguito:

Prodotti di plastica monouso di cui all’articolo 5 sulle restrizioni all’immissione sul mercato

  1. Bastoncini cotonati, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE del Consiglio o della direttiva 93/42/CEE del Consiglio;
  2.  posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette);
  3. piatti;
  4. cannucce, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE o della direttiva 93/42/CEE;
  5. agitatori per bevande;
  6. aste da attaccare a sostegno dei palloncini, tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori, e relativi meccanismi;
  7. contenitori per alimenti in polistirene espanso, ossia recipienti quali scatole con o senza coperchio, usati per alimenti:
  8. destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto;
  9. generalmente consumati direttamente dal recipiente; e
  10. pronti per il consumo senza ulteriore preparazione, per esempio cottura, bollitura o riscaldamento,
  11. compresi i contenitori per alimenti tipo fast food o per altri pasti pronti per il consumo immediato, a eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti;
  12. contenitori per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi;
  13. tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi.

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Una volta rivoluzionato il vostro magazzino e valutato gli articoli di vostro interesse, rimane il problema più grande:

COME CONTROLLARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA?

Per quanto riguarda i bidoni, non è un problema particolarmente difficile da risolvere: basta aggiungerne uno e munirlo di un doppio strato di sacchi : il mio consiglio è semplice, mettere prima un sacco nero e successivamente il sacco dell’umido, in modo che questo non si rompa durante il trasporto, e riutilizzando tranquillamente il sacco nero messo precedentemente (quando lo dovete cambiare causa odore, lo potete usarlo nel bidone dell’indifferenziato e metterne uno nuovo in quello dell’umido).

Per quanto riguarda invece il rischio multe, derivato dalla “distrazione” dei clienti, le possibilità sono 3:

  1. Comunicare
  2. Comunicare
  3. Comunicare

Non vi offendete, è necessario che ci sia una informazione continua nel vostro stabilimento, con poster/depliant/adesivi e qualsiasi idea vi possa venire in mente per educare il cliente alla raccolta differenziata.

Noi come Naturdet siamo in grado di fornirvi cartoni con sopralzo che indicano il tipo di rifiuto e la possibilità, anche per piccole quantità di personalizzare i vostri articoli monouso sia per farvi pubblicità e sia per evidenziare il fatto che viene utilizzato del materiale compostabile.

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Ultima informazione utile: la Direttiva Europea è in vigore dal 25 Giugno dell’anno scorso e gli Stati membri devono recepirla entro il 3 luglio 2021. Ad oggi l’Italia (diversamente ad esempio dalla Francia) non ha ancora comunicato modi e tempi del recepimento; il mio consiglio è quello di rimanere sintonizzati sulla questione e iniziare a valutare prodotti e fornitori già entro questa primavera, l’estate arriverà presto!